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Di Laura Castoldi

Come spesso rispondo quando qualcuno mi chiede se una cosa fa bene o fa male, la risposta è… dipende!

Friggere è uno dei tanti stili di cottura a nostra disposizione e quindi è bene includerlo tra le nostre abitudini, rispettando però alcune regole:

  • Scegliete un olio di buona qualità, con un punto di fumo alto (oliva, sesamo, girasole)
  • Aspettate che l’olio raggiunga la giusta temperatura che è di circa 180° (se immergete nell’olio il manico di un mestolo di legno, un pezzetto di pane o di alga kombu, dovete vedere le bollicine)
  • Lasciate un pezzo di alga kombu o prugna umeboshi nell’olio: aiuta a evitare sbalzi di temperatura e rilascia sali minerali
  • Tagliate i cibi da friggere in pezzi piccoli e se friggete a più riprese, lasciate sempre un pezzo cotto nell’olio mentre aggiungete quelli nuovi da friggere e poi toglietelo subito, così non ci saranno grossi sbalzi di temperatura
  • Usate olio abbondante, in modo che il cibo fritto in immersione diventi subito croccante e non assorba troppo olio e comunque scolatelo sulla carta assorbente prima di servirlo
  • Friggete cibi leggeri, a base di cereali, verdure e legumi
  • Abbinate i vostri fritti a cibi che li rendano più digeribili, ad esempio un brodo, una salsina dal sapore acidulo, agrodolce o piccante, oppure alimenti dal sapore pungente come zenzero e daikon e verdure a foglia verde che aiutano il fegato
  • Usate attrezzi che non siano conduttori di calore per non fare abbassare la temperatura dell’olio

Da un punto di vista energetico, la frittura è uno stile di cottura forte, yang, che porta calore nel corpo. Quindi, se avete un’alimentazione “leggera” senza troppi grassi o cibo animale, potete concedervi un bel fritto e gustarlo senza sensi di colpa anche una volta ogni dieci giorni, magari soprattutto in inverno e senza esagerare con le quantità.