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Oggi il consiglio del venerdì coincide con il giorno del mio compleanno, un giorno in cui mi piace rallentare, indugiare tra i pensieri, prendermi del tempo per riflettere e fare bilanci.

Se guardo indietro, ho la sensazione che gli ultimi anni della mia vita siano stati molto intensi, quasi accelerati, e tante esperienze che, mentre le vivevo, mi sembravano poco chiare, ora trovano una loro precisa collocazione in un meraviglioso percorso di crescita e arricchimento.

Uno dei cambiamenti più importanti ha riguardato la mia alimentazione, una scelta che ha influito direttamente su tanti aspetti della mia vita.

Le mie nuove scelte alimentari s’ispirano alla macrobiotica, o cucina naturale come preferisco chiamarla, che lungi dal volerci costringere in una gabbia stretta e angusta, ci regala dei principi e degli strumenti volti a renderci liberi, che ci aiutano a conoscerci, ascoltarci e fare le scelte migliori per il nostro benessere…nuove ali per volare!

Conoscere l’effetto del cibo sul nostro corpo, sapere che tutto cambia secondo un’alternanza di opposti complementari, che l’equilibrio da cui nasce il nostro benessere è un equilibrio dinamico e non statico, legato al concetto di varietà, che non siamo solo un copro fisico ma anche energetico, che il nostro benessere dipende non solo dall’alimentazione, ma anche dallo stile di vita e dall’atteggiamento nei confronti della vita, e il fatto che questi strumenti siano nelle nostre mani ci può sicuramente aiutare a vivere meglio, con maggiore consapevolezza e presenza, a scegliere in libertà e per il nostro bene.

Purtroppo questo messaggio spesso resta in secondo piano e ne ho avuto l’ennesima prova durante le ultime festività, quando i miei commensali non si capacitavano di qualche mio “sgarro” e increduli mi chiedevano: “Ma puoi?”, come se stessi violando un divieto. In realtà, mangiare cibi che non consumiamo abitualmente non è un problema, l’importante è gustarli serenamente, fare in modo che restino eccezioni (un principio che si può seguire, se non ci sono problemi di salute, è quello del 95-5%, dove il 95% rappresenta la quotidianità e il 5% le eccezioni) e, se necessario, cercare di compensare.

Infine, una cosa che mi sono impegnata a fare in questi anni è coltivare il sentimento della gratitudine, nei confronti di me stessa, della vita, di quello che mi circonda. George Ohsawa, il padre della macrobiotica, credeva molto nella gratitudine e nella sua forza moltiplicatrice e ora che “grazie” è diventata la prima parola che pronuncio la mattina quando mi sveglio e l’ultima a cui penso prima di addormentarmi, devo dire che ho sempre più motivi per essere grata.

Oggi, quindi, voglio ringraziare i miei primi 48 anni e tutti quelli che verranno!