Di Laura Castoldi
Viviamo in un mondo di abbondanza e di eccessi, eppure sembra che la paura maggiore sia quella di non mangiare abbastanza, di non assumere tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno. Se poi a confermare questa ipotesi arrivano anche gli esami del sangue, allora è panico!
Un classico esempio è l’anemia. Ma siamo sicuri che sia sempre dovuta a una carenza di ferro nella nostra alimentazione? E se fosse dovuta a una difficoltà di assorbimento da parte del nostro intestino perché troppo teso e sovraccarico?
In questo caso i cibi peggiori sarebbero i prodotti da forno e il cibo animale, proprio quella carne e quelle uova che spesso si consigliano in dosi massicce a chi soffre di anemia e che contribuiscono ancora di più a creare tensione e stagnazione.
Quindi, se vogliamo essere sicuri di assumere ferro e assimilarlo, possiamo:
- Consumare alimenti ricchi di ferro che siano di origine vegetale e ben cotti;
- Non acidificare il nostro corpo e quindi evitare o ridurre drasticamente il consumo di cibo animale, prodotti raffinati, solanacee, zucchero, alimenti troppo acidi;
- Neutralizzare attraverso l’ammollo l’acido fitico (un antinutriente che nell’intestino tende a legarsi soprattutto a calcio e ferro e a ostacolarne l’assorbimento) presente in alcuni alimenti, soprattutto legumi, cereali integrali, frutta secca e semi oleosi.
Se invece abbiamo bisogno di integrare l’assunzione di ferro, possiamo aumentare il consumo di:
- Tekka: un condimento a base di miso e radici cotti a lungo e poi polverizzati che si usa per insaporire vellutate, cereali, verdure;
- Alghe soprattutto hijiki, dulse e arame (facendo attenzione però a non eccedere e quindi eventualmente chiedendo il consiglio di un esperto);
- Cereali integrali, soprattutto miglio e avena;
- Frutta secca e semi oleosi, in particolare sesamo e girasole;
- Legumi in generale, ma soprattutto fagioli bianchi, lenticchie e tofu, meglio se fritto in immersione;
- Foglie verdi;
- Un piatto specifico per l’anemia che sfrutta la doppia cottura.