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Nelle prossime settimane vorrei dedicare i consigli del venerdì a singoli ingredienti dalle proprietà particolari, con un effetto molto forte sul corpo e che possono essere usati sia per cucinare, sia per creare rimedi macrobiotici.

Oggi iniziamo con una delle scoperte più incredibili che abbia mai fatto, sua maestà la prugna umeboshi!

Cosa sono le prugne umeboshi?

Le prugne umeboshi in realtà sono delle albicocche originariamente coltivate in Cina e Giappone. Analogamente a quanto avviene con le nostre olive, non possono essere consumate così come vengono raccolte, ma hanno bisogno di essere lavorate, ovvero essiccate e messe a fermentare sotto sale per un anno o più in grandi barili di legno e avvolte nelle foglie di shiso, una pianta che cresce anche in Italia. Si ottiene così un prodotto estremamente “forte”, con un effetto alcalinizzante e tonificante. Da un punto di vista energetico, sono fermentate e leggermente acidule e quindi piacciono molto al nostro fegato. Grazie alla lunga fermentazione e alla presenza del sale, si conservano a lungo anche fuori dal frigorifero.

Come si trovano le umeboshi?

In commercio potete trovarle sotto forma di frutti interi (di solito in vasetti di vetro), di purea (la polpa che si ottiene dopo averle denocciolate e schiacciate) o di acidulato (il liquido di fermentazione, una specie di aceto salato).

Come si usano in cucina?

Le prugne intere si possono aggiungere a pezzetti all’acqua di cottura di cereali e legumi per renderli più digeribili. La purea invece si può utilizzare per creare gustose salsine semplicemente unendola a una crema di frutta secca (a me piace particolarmente con tahin, mandorle o arachidi) e diluendo con un po’ d’acqua fino a ottenere la consistenza desiderata (trovate qualche spunto per dei condimenti veloci e semplici a base di umebosh qui). L’acidulato, infine, si può usare come insaporitore sia a crudo sia in cottura al posto dello shoyu/tamari o del sale, facendo attenzione a non esagerare con le quantità perché è molto salato. Inoltre si può usare al posto del sale per condire le verdure prima di metterle sotto pressione.

Rimedi a base di umeboshi

Le umeboshi si usano in tanti rimedi per il loro potere tonificante, energizzante e alcalinizzante. Sono particolarmente indicate come ricostituente e per tutti i problemi del tratto digerente (nausea anche in gravidanza, mal d’auto, stipsi, dissenteria, reflusso, gastrite, emorroidi esterne, ecc.), ma anche per il mal di testa, senso di affaticamento e stanchezza, raffreddore, febbre e sintomi influenzali.

L’ume-sho-kuzu è il rimedio principe per quanto riguarda il tratto digerente, ma se quest’ultimo non è coinvolto, basta anche mettere in una tazza una prugna schiacciata o un cucchiaino di purea, aggiungere un cucchiaino di shoyu e versare sopra del tè kukicha caldo.

Ume-sho-kuzu

Ingredienti:

1 o 2 T acqua fredda

1 c kuzu

½ prugna umeboshi (senza nocciolo) o ½ c purea di umeboshi

1 c shoyu

Preparazione:

  • Sciogliete il kuzu nell’acqua fredda, aggiungete la prugna umeboshi schiacciata (o la purea) e portate a ebollizione.
  • Fate bollire qualche minuto continuando a mescolare, finché il liquido diventa trasparente e denso.
  • Aggiungete lo shoyu, fate sobbollire ancora qualche minuto, togliete dal fuoco e bevete caldo, meglio la mattina a digiuno, per una settimana e poi a giorni alterni per tre settimane.
  • Con un’aggiunta extra di kuzu, diventa un rimedio da pronto soccorso in caso di dissenteria.

Le prugne si possono anche usare per creare un integratore energizzante da bere durante la giornata o mentre si fa attività sportiva. In questo caso basta far bollire una prugna per una decina di minuti o semplicemente metterla in infusione nell’acqua che berrete durante la giornata.

Esiste anche un utile rimedio da preparare dopo l’allenamento con effetto alcalinizzante e rimineralizzante, che aiuta a compensare la presenza di acido lattico, che ha un effetto miorilassante grazie alla presenza del malto d’orzo e che, grazie alla presenza del limone, ha un effetto benefico sul fegato che controlla tutte le parti elastiche del corpo, in particolare muscoli e tendini:

Macrorade

  • Portate a bollore un litro di acqua con una prugna umeboshi tagliata finemente completa di nocciolo.
  • Fate bollire per 15 minuti, quindi spegnete, aggiungete 2 o 3 cucchiai di malto d’orzo e ½ C di succo di limone.

Infine i noccioli avanzati dopo aver usato le prugne si possono conservare nel loro vasetto in frigorifero e tenere in bocca all’occorrenza come analgesico, soprattutto per il mal di gola.

Infine, l’ultima trovata commerciale sono le pastiglie di umeboshi, dei piccoli granuli che in genere si trovano nei negozi biologici, si fanno sciogliere sotto la lingua e hanno un effetto analogo alle prugne vere e proprie.